“Nelle opere di Marta Czok appare evidente una celebrazione del linguaggio figurativo all’insegna di un’astuta capacità allegorica. Lo spettatore non viene aggredito ma invitato a riflettere e a “svegliarsi””. - Il Giornale, 2009
“Marta Czok racconta dei bambini nella guerra e nella Shoah con un occhio assolutamente insolito e un’esposizione pittorica fuori dagli schemi tradizionali della denuncia.” - Il Tempo, 2009
“… Sono dipinti pieni di allusioni, citazioni, richiami e oniriche riflessioni quelli [...] di Marta Czok - artista diorigini polacche ma nata a Beirut e residente nel nostro paese ormai da moltissimi anni. Il tema è quello della città, la città moderna con le sue macchine e i suoi vizi, la città con i suoi protagonisti e le sue industrie…” - La Repubblica, 2007
“… le sue opere passano dalla rappresentazione di una vita familiare gioiosa a quella di un pianeta sconvolto dagli orrori della guerra. [...] Un mondo complesso quello di Marta Czok, prima caotico poi ordinato, inquietante poi essenziale, insomma contraddittorio come spesso è la vita.” - Diana Alessandrini GR2, 2005
“E’ un’arte, quella di Marta Czok, in cui si intrecciano simbolismo e ironia, gusto del racconto e maestria nella scelta del colore, quasi a costruire un universo fiabesco. [...]Marta Czok evoca deliziose scene di vita quotidiana che rimandano a una società d’altri tempi… lo sguardo della Czok è sempre ironico, giocoso, basato su contrapposizioni e descrizioni al limite del surreale e del grottesco, fin quasi a parlare di espressionismo, suggerendo vere e proprie storie o meglio fiabe per i più piccoli.” - Il Corriere della Sera, 2004
“Marta Czok ogni qualvolta abbraccia il suo pubblico con una personale, lo fa senza farsi precedere dallo strascico della critica “dotta” e spesso buona per tutte le stagioni. La sua è una passerella di consensi naturale, esattamente come la sua pittura comunica direttamente con il pubblico.” - Marino Collacciani, Il Tempo, 2003
“… Ho avuto modo di visionare alcune sue opere e di apprezzarne la delicatezza e l’intensità. [...] La sua spiccata sensibilità e l’eccezionale abilità artistica di cui lei è dotata hanno per messo una ulteriore riflessione sulla realtà dell’infanzia, troppo spesso insidiata ed offesa anche in assenza della guerra.” - Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, 2009
“… la mostra di Marta Czok a il merito di tramandare attraverso l’arte e la pittura il ricordo della malvagità perpretata ai danni dei bambini e ribadisce l’importanza del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, sui quali continuare a costruire la nostra identità di cittadini.” Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, 2009
“La guerra è finita? C’è in ciascuno di noi, la voglia di trasformare in un brutto sogno le proprie paure, vere o immaginarie. Marta Czok ci riporta alla realtà. Una realtà fatta di avvenimenti di orrori, cui non eravamo preparati. Una realtà che ci ha condizionato e ci condiziona. Siamo tutti lì: chi la guerra l’ha voluta, chi non l’ha evitata, chi l’ha subita, chi ha dovuto farla. E se grazie all’ironia ci sottraiamo all’epos, immutabile nei secoli, che la guerra circonda, ci scopriamo indifesi di fronte ai dubbi e alle paure, ai mostri che incombono sul nostro futuro.” Riccardo Scottoni RAI, 1991
Hanno inoltre scritto di Marta Czok: Il Manifesto, Il Mesaggero, Siena, Nazione Siena, Campo, Messaggero Veneto, When in Rome, Il Borghese, Il Piccolo, Il Gazzettino, Draper’s Monthly, Women’s Wear Daily USA, Mode France, la BBC, la RAI e altri.

